LE ONDE D’URTO IN FISIOTERAPIA

Le Onde d’Urto rappresentano un valido strumento fisioterapico per affrontare numerose patologie, tra cui:

– Calcificazione
– Epicondilite (gomito del tennista)
– Epitrocleite (gomito del golfista)
– Sperone calcaneare
– Fascite plantare
– Tendinopatie

COSA SONO LE ONDE D’URTO RADIALI?

Le Onde d’Urto Radiali sono delle onde acustiche ad alta energia. L’energia dell’onda determina un effetto antalgico e promuove i processi di riparazione e rigenerazione ossea, tendinea e muscolare. Entrando nel particolare, le Onde d’Urto stimolano la produzione di collagene e la neoangiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni.
La neoangiogenesi permette principalmente di:

1) Raccogliere i liquidi in eccesso prodotti dai fenomeni infiammatori, che determina il “washout” dei cataboliti infiammatori.
2) Rendere più basico il ph della composizione liquida di quel tessuto, particolarmente acido per la presenza dei cataboliti infiammatori.

Il corpo normalmente richiama calcio per rendere più basica la composizione liquida del tessuto infiammato. Questo porta al fenomeno della calcificazione. Con la neoangiogenesi questo richiamo di calcio nel tessuto interessato viene quindi interrotto.

CARATTERISTICHE TECNICHE

La terapia ad Onde d’Urto PulsWave, utilizzando un generatore elettromagnetico, emette onde acustiche radiali, con energia variabile da 50mJ a 200mJ e con frequenze nel range 1Hz – 25Hz.

Grazie alla possibilità di utilizzare anche un applicatore di piccole dimensioni (6 mm) è possibile concentrare l’energia dell’impulso pressorio, aumentando la densità energetica e focalizzando maggiormente l’azione della terapia ad onde d’urto PulsWave. L’applicazione focalizzata delle onde d’urto PulsWave consente di concentrare l’energia direttamente sull’area patologica da trattare, inoltre regolando l’intensità energetica dell’onda pressoria è possibile modulare selettivamente la terapia.

CONTROINDICAZIONI

1. In presenza di patologie vascolari nell’area da trattare
2. In presenza di infezioni locali nell’area da trattare
3. Nell’area di tumori maligni/benigni
4. In caso di assunzione di farmaci anticoagulanti, ad esempio il “Cumadin”
5. Direttamente su superfici cartilaginee o nell’area delle piccole faccette articolari della colonna vertebrale
6. Direttamente su apparecchi elettronici impiantati, ad es. pace-maker, pompe per la terapia del dolore, ecc.
7. In aree in cui l’energia meccanica sotto forma di vibrazioni o impulsi può causare danni al tessuto, ad es. in caso di osteosintesi metalliche successive a frattura

DOMANDA FREQUENTE

Meglio le Onde d’Urto Radiali o Focali?

Stando al passo con le evidenze scientifiche presenti in letteratura, è ormai dimostrato che non ci sono differenze significative nei risultati a lungo termine tra le Radiali e le Focali. Qui sotto una delle analisi sistematiche pubblicate su questo argomento. PEDro >> https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4674007/

È però giusto precisare che per quanto riguarda particolari calcificazioni possono essere preferibili le Onde d’Urto Focali:

– In caso di calcificazione molto datata (dai 3 anni in su)
– In caso di calcificazione maggiore di 1,5 cm

Ma anche in questi due casi le Onde d’Urto Radiali possono dare un contributo molto importante. Il motivo sta nel fatto che le Radiali, pur non riuscendo a far riassorbire queste particolari calcificazioni, riescono ad ammorbidirle notevolmente, cosa che riduce l’attrito tra le stesse ed i tessuti circostanti, determinando così una riduzione del dolore ed un miglioramento funzionale.

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